Chiesa Catara

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Tradizioni e Contraddizioni
view post Posted on 2/12/2009, 21:09Quote

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 31/7/2010, 19:57


Leggendo pensieri altrui, e osservando quanto ci circonda, viene un pò da riflettere a proposito di quanto gestualità tipiche, dogmi, pilastri religiosi et similia, siano effettivamente il riflesso diretto della Fede, dei fedeli stessi, della loro interiorità.

Nessuno avrebbe nulla da obiettare affermando che la Religione è la materia più introspettiva, più profonda, più complessa e più ricca di cui disponiamo. Lati oscuri e raggi di luce si sovrappongono di continuo, ed ognuno riesce tra ombre e mezzitoni, a ricavare il proprio pensiero, filandolo poi con retorica e parole, ecco che nascono i filoni religiosi, le sette, le Chiese, le credenze.

Ed insieme ad esse nascono nei secoli le tradizioni, i pensieri che fanno da fondamento per i credenti, di qualsiasi religione si tratti.
E' altresì palese quanto le fonti subiscano manomissioni, intromissioni, mutamenti, stavolgimenti ed ampliamenti, nell'arco del loro passaggio da una mano ad un'altra, e, soprattutto, da una mente ad un'altra.

Si ha come risultato comunemente quindi, solo una sommaria spoglia di ciò che poteva essere il pensiero originario, il seme da cui tutto è germogliato.

Sarebbero innumerevoli gli esempi di contraddizioni nelle scritture sacre da esporre, e pertanto, osservando i Fedeli di diverse religioni anche molto differenti tra loro, nelle loro vite e pensieri, modi di fare, mi chiedo cosa rimanga in loro delle innumerevoli regole che si sono prefissati di seguire al momento dell'adesione, più o meno consapevole, ad un dato credo.

Quante contraddizioni possiamo trovare tra Corano, Islam ed Islamici? In egual numero quante possiamo trovarne tra Bibbia, Cristianità e Cristiani? Senza contare la situazione odierna della Chiesa di Roma, che è ormai più simile ad una S.P.A. che ad una guida sotto cui riunire in pace i "figli di Dio".

Facilmente si deduce quindi che anche le tradizioni rispettive ed interne ad OGNI ramo religioso, dai Battesimi alle Sacre Unzioni, Pellegrinaggi obbligatori, lapidazioni, sono ora alla stregua di gesti automatici, e contano nel profondo di ognuno di coloro che li compie, quanto il gesto di accendere la luce. Lo si fa perchè altrimenti saremmo al buio, e così, si battezza o si prega perchè è giusto e così deve essere; ma cosa porta questo, al nostro Spirito?

Il concetto di Spirito è forse una materia così vasta da sfuggire ai più, ma chi si considera munito dell'Anima, di qualcosa che trascende questo mondo e che lo collega con un filo diretto a quella figura Divina in cui crede, o così afferma di fare, e per cui ogni giorno lotta contro l'ipocrisia delle altre religioni (poichè non ci sono religioni che non contestino le altre), chi dunque si sente custode di una parte divina, perchè dovrebbe perdersi nel mare delle tradizioni e dei dogmi decisi da altri?
Le origini si perdono nel tempo, ma erano per certo puri simboli per distinguersi da altri rami di pensiero simili, nel momento in cui nasceva un contrasto e si necessitava una "rottura" una distinzione.

Ed ecco quindi che i simboli gestuali si sono imposti come pietre secolari nelle menti, plasmando il pensiero di chi crede sino a diventare per alcuni IMPRESCINDIBILI e NECESSARIE.
Necessario è, dunque, per presentarsi al Padre, munirsi di battesimo fatto in un dato e preciso modo, altrimenti non avremo scampo dalla ruota della vita e della morte?
E' come affermare che non possiamo andare a pranzo senza vestirci di rosso. Cosa cambierebbe?

Siamo quel che siamo indipendentemente da ciò che assumiamo come veste invisibile e per taluni necessaria. Se sentiamo il legame con il Padre dentro di noi, non avremo bisogno nè di assistere a simboli, nè di leggere mille libri teologici, nè di attendere la venuta di qualsiasi personalità a salvarci.
Pregare è ciò che più ci avvicina a quello che siamo, e se ci scordiamo di farlo per pensare a discutere su quanto il mondo sia una prigione sudicia e ipocrita, perdendoci a ricercare e rincorrere ossessivamente fatti MATERIALI e non trascendenti dalla materia del mondo, distantissimi da ciò che deve essere un sincero sentore di FEDE, ci perderemo in quel labirinto in cui ci hanno messo e da cui possiamo uscire solo liberandoci da tutti questi presupposti che ci bendano davanti alla VERITA'.
 
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view post Posted on 3/12/2009, 21:37Quote

Simone

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 30/7/2010, 19:40


Grazie Elisheba88 per il tuo ottimo intervento. Il tuo pensiero rispecchia in maniera molto fedele la filosofia di base su cui si basano singoli ricercatori spirituali quanto associazioni religiose che si prefiggerebbero l'obbiettivo di andare controcorrente rispetto a come sino ad ora sono stati interpretati la quasi totalità delle proposte/imposizioni di salvezza. Molti vorrebbero far qualcosa di sano e genuino, ma alla fine non fanno che riproporre i medesimi errori su cui l'uomo da sempre cade.
In effetti, tentare di rinchiudere lo Spirito in rigidi schemi prestabiliti da cui non ci si può spostare mi fa ricordare l'anima prigioniera del corpo, rischiando così di rasentare l'idolatria per il Principe di questo mondo, Satana. Mi viene in mente un dottore della Chiesa che, nella sua figura, potrebbe rappresentare un religioso appartenente a qualsiasi fede che si basi unicamente su rituali e fede cieca nei testi: San Tommaso d'Aquino, quel che fu considerato il più grande dottore della Chiesa di Roma quando, illuminato da Dio, e che definì i suoi scritti "paglia":
<< ...Ma il 6 dicembre 1273 gli accadde un fatto strano, mentre celebrava la Messa, qualcosa lo colpì nel profondo del suo essere, perché da quel giorno la sua vita cambiò ritmo e non volle più scrivere né dettare altro.
Ci furono vari tentativi da parte di padre Reginaldo, di fargli dire o confidare il motivo di tale svolta; solo più tardi Tommaso gli disse: “Reginaldo, non posso, perché tutto quello che ho scritto è come paglia per me, in confronto a ciò che ora mi è stato rivelato”, aggiungendo: “L’unica cosa che ora desidero, è che Dio dopo aver posto fine alla mia opera di scrittore, possa presto porre termine anche alla mia vita”.
Anche il suo fisico risentì di quanto gli era accaduto quel 6 dicembre, non solo smise di scrivere, ma riusciva solo a pregare e a svolgere le attività fisiche più elementari...>>
Dio è molto di più di quel che si può leggere nei testi, e i meditanti bene lo sanno. Pertanto sollecito tutti coloro che, animati da un profondo desiderio di Conoscenza del Padre dedichino regolarmente un pò del loro tempo alla migliore attività che l'uomo possa fare: pregare e meditare! E' quello che ci permette di superare le innumerevoli contraddizioni presenti nei testi, è quel che fa sì che la nostra ricerca spirituale diventi veramente un toccare il Cielo, e non un penoso agitare verso l'alto le braccia, come sanno fare così ridicolmente bene gli uomini afflitti da saccenza.
 
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